La Val d'Astico, una delle più belle e verdi vallate vicentine, rischia di essere deturpata dalla realizzazione del tratto autostradale A31 Valdastico Nord. Quest'opera si caratterizza per un costo di realizzazione stimato in oltre DUE MILIARDI DI EURO (49 milioni di €/km) e flussi di traffico modesti, ma provocherebbe danni ambientali gravissimi e difficili da contenere. Viene proposta e sostenuta solo dalla società che gestisce la A4 Brescia-Padova, per interessi di rinnovo concessione. Interessi solo LORO!
In un ottica di progresso sostenibile e di alternative al trasporto su gomma, è doveroso dire NO ALLA VALDASTICO NORD!

venerdì 6 novembre 2015

10/11/2015 - Incontro pubblico Trento

Continuano le serate informative e di sensibilizzazione sulla questione Valdastico Nord in territorio trentino.





N.B. il riferimento a Priante come esponente di Legambiente Veneto è un refuso.

venerdì 9 ottobre 2015

GdV - 11/10/15

"Sediamoci, discutiamo senza pregiudizi o preconcetti e cerchiamo di convincere i nostri interlocutori delle nostre ragioni. Solo allora si potrò dire "NO"

"La procedura dell'intesa si basa su un confronto che ciascuna delle parti ha il diritto di fare, portando i dati sui flussi e sull'economicità dell'opera sul tavolo. Cercheremo di far capire che la Valdastico è inutile e che non è sufficientemente coperta finanziaramente".


Bastano queste righe estrapolate dall'articolo del Giornale di Vicenza di oggi per dare un pò di respiro dato che gli ultimi riscontri sembravano mettere in evidenza un "cedimento" da parte del no trentino.
Bastano queste poche righe per suffragare quella che è stata la nostra battaglia in questi tre anni.
Noi abbiamo cercato in primo luogo di sensibilizzare l'opinione pubblica, di informare la gente del territorio su ciò che veramente è il progetto "Valdastico Nord", non soffermandoci solo sul devastante impatto ambientale, ma portando a conoscenza di tutti l'antieconomicità di questa opera sotto tutti i punti di vista. (ndr

Piano piano anche gli Amministratori di alcuni Comuni hanno voluto approfondire l'argomento, e anche qualche politico. Si è alzato il tiro.

Ora però la partita si gioca ai livelli più alti.
Chi deve sedersi al tavolo, esponenti delle Regioni Veneto e Trentino, possono guardare diritto negli occhi l'attuale Ministro Delrio. Se veramente
Trento porterà sol tavolo del confronto ciò che dichiara, non si potrà chiudere gli occhi l'ennesima volta e fare il gioco delle lobby portando avanti questo progetto. Il completamento della Valdastico Nord è un progetto che deve essere sepolto.



La Voce.Info 25/09/15 Continua il balletto delle proroghe

Signori, non occorre nemmeno commentare questo articolo. Lo Stato...Uno Stato assente, uno stato che "rinuncia ai proventi delle gare", assecondando i giochi delle lobby, uno Stato che si troverà a dover gestire dei debiti insanabili, quando, alla fine della ennesima concessione, l'opera tornerà a gravare sulle sue spalle. Uno Stato che lascia siano sempre i cittadini a pagare....

Link_LaVoce.info_25/09/15

mercoledì 23 settembre 2015

QT - Settembre 2015 - Una Val d'Astico da rovinare


Ritorniamo a parlare di Valdastico Nord con un dossier di Questo Trentino talmente approfondito da far venire i brividi. Un'analisi dettagliata di tutti gli aspetti legati a questa autostrada che ora anche il Trentino sembra volere nell'ottica del DO UT DES. 
Perchè questo cambio di rotta?
E poi ancora: intrighi politici, intrecci legati alla Valsugana e a quel "malaffare" di una "lobby veneta pluri-inquisita".
Una lettera del sen. Giorgio Tonini al Comitato contro la Valdastico della Valsugana che riporta pensieri e parole del Ministro Delrio sulla Valdastico Nord.

Interessantissimo l'intervento di Emanuele Curzel, che assieme al prof. geologo Dario Zampieri (suo lo studio sulle criticità della Frana Marogna in comune di Valdastico), allo stesso Roberto Antolini di QuestoTrentino ed altri esponenti dei Comitati sta portando avanti una serie di serate informative in territorio trentino per sensibilizzare l'opinione pubblica su una delle opere future più assurde di questi ultimi anni.









L'estate calda della Pi.Ru.Bi.
di Roberto Antolini

L’autostrada della Valdastico si avvicina, stretta nella tenaglia del governo Renzi
da una parte e del presidente “autonomista” Rossi dall’altra. 

Ugo Rossi, in realtà, lo aveva annunciato già nella sua campagna per le primarie: Sulla questione Valdastico Ugo Rossi non dice ‘no’” aveva infatti titolato l’Adige del 5 luglio 2013 dopo il primo incontro della campagna, a Trento. Aveva detto allora le stesse cose che dice ora: Il Veneto vuole passare dal Trentino anche perché vuole il rinnovo della con- cessione dell’autostrada Serenissima, ma deve decidere insieme a noi se o come passare. Dobbiamo tenere conto che dobbiamo confrontarci con altri senza posizioni ideologiche, ma l’importante è che non si decida senza di noi”, che è già un sì, seppur non gratuito, ma remunerato. Ma poi bisognava vincere le elezioni, come presidente del centrosinistra, e quindi si è rimangiato tutto. Il programma della coalizione, sulla Valdastico diceva un no secco, e Rossi deve abbozzare.
L’11 novembre dello stesso 2013, nel momento in cui si ipotizzavano fusioni fra Autobrennero e Se- renissima, dichiara all’Adige: Con la maxifusione offriamo una garanzia di rinnovo della concessione [anche alla Serenissima] che prescinde dalla Valdastico. Su cui non si può fare marcia indietro: il popolo trentino si è espresso in modo inequivocabile, col 58% di voti al programma in cui la Valdastico non c’è”.
Invece questa estate, il 27 giugno, i trentini hanno appreso da un titolo dell’Adige che Gilmozzi, l’asses- sore competente della giunta Rossi, aveva cambiato idea, dichiarando che la Valdastico sarebbe, secondo lui, utile per la Valsugana e per Trento”. Il giorno dopo, il 28, Rossi conferma l’inversione di rotta della sua giunta: La Valdastico, nella nostra prospettiva - afferma al solito Adige - può agire su flussi di traffico locali e li va a risolvere intercettandoli. Ci consente di evitare di fare ulteriori opere in Trentino, come il tunnel di Tenna, e di evitare che arrivi ulteriore traffico nella Bassa Valsugana, visto che noi diciamo no alla superstrada a pagamento in progetto in Veneto”. La famosa “remunerazione” quindi sarebbe:
1) una bretella che esce in Valsugana, travolge Caldonazzo scendendo per la Valle del Centa, e si allunga fino a Levico, onde intercettare il traffico che sale per la superstrada della Valsugana e portarlo, tramite l’autostrada della Valdastico, a Trento sud, dove in questa nuova ipotesi la nuova autostrada dovrebbe entrare nell’Autobrennero;
2) il bluff del blocco del progetto veneto in project financing della Nuova Valsugana, una superstrada a pagamento che si dovrebbe allungare fino all’imbocco est della Valsugana, per il quale rimandiamo al box di pag. 11.
In questa inversione di marcia di Rossi & Gilmozzi c’è un incidentato (oltre al 58% dei voti dei trentini): il PD. Il più votato partito trentino ha ereditato questo che è stato per decenni un tema fondamentale dell’ambientalismo trentino, fin dai tempi di Walter Micheli, considerandosene il garante in giunta. Non è escluso che questo calcio negli stinchi al PD venga comminato con particolare soddisfazione da parte di Rossi, anche se la motivazione principale è senza dubbio la compiacenza nei confronti delle pressioni del governo nazionale (non a caso è un presidente “autonomista”!), ispirato dalla logica dello Sblocca Italia, che sta sbloccando fin le trivellazioni nell’Adriatico alla ricerca del petrolio.
In giunta viene presentata la proposta semplicemente di sedersi al tavolo con il governo e la Regione Veneto, per discuterne. Ma le dichiarazioni ai giornali – come abbiamo visto – vanno subito in tutt’altra direzione. E una serie di segnali “esterni” fa capire che sulla linea delle dichiarazioni di Rossi & Gilmozzi stanno, in realtà, precipitando le conclusioni di una trattativa opaca, che ha garantito al governo non la disponibilità alla discussione, ma il via-libera. L’ordine del giorno per la riunione preparatoria del 24 giugno 2015, emesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Servizio di segreteria del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica, recita al punto 1.A, “Autostrada Valdastico nord”, la proposta: “Il comitato è chiamato a prendere atto dell’intervenuta intesa della PAT sulla realizzazione dell’opera” dando il mandato al Ministero di richiedere alla Commissione europea di differire di 18 mesi il termine per l’approvazione del progetto... ecc.
Ed anche la finanza internazionale si muove come se l’intesa già fosse stata incassata. In agosto, pochi giorni dopo l’annuncio dell’avvio, da parte del CIPE, delle procedure per l’Intesa con la PAT, e quindi del rinnovo della concessione alla Serenissima (per la Brescia-Padova + Valdastico) fino al 2026, arriva anche l’annuncio di una proposta d’acquisto miliardaria per il pacchetto di controllo della Serenissima (l’A4 Holding) da parte degli spagnoli dell’Abertis: chi comprerebbe una società di gestione autostradale come la Serenissima, con la concessione già scaduta (nel 2013), se non avesse ferree garanzie sulla certezza del rinnovo della concessione? Inoltre, sempre in coincidenza temporale con tutto ciò, arriva l’apertura del ministro competente Delrio al rinnovo in house, cioè senza gara, della concessione anche all’Autobrennero, dopo una sua completa ripubblicizzazione, cioè un acquisto da parte dei soci pubblici anche delle quote di quel 15% in mano a privati (mentre le quote della Serenissima sono in mani private per oltre il 66%, ed ora potrebbe- ro andare in mano straniera).
Anche in Valsugana l’opposizione si organizza
Rossi la volpe pensa di fare bingo. Mettere con le spalle al muro il PD, dato che l’eventuale Intesa sulla Valdastico che qualcuno dovesse sottoscrivere a nome della giunta provinciale trentina dovrebbe venir poi tradotta in una variazione del Piano Urbanistico, e votata in Consiglio provinciale, dove troverebbe sicuramente favorevole l’opposizione (grillino escluso). E scompaginare l’opposizione territoriale all’infrastruttura, grazie allo spostamento dell’uscita in Val d’Adige da Besenello – dove nel tempo si è consolidata una opposizione irriducibile – a Trento sud (Mattarello), con la bretella in Valsugana dove invece – sulla carta – grazie alla continua insistenza sul dogma che la Valdastico porterebbe via traffico locale, sembrava che godesse di buon consenso.
Ma nessuno aveva mai parlato, da decenni, di farla passare proprio in Valsugana, e così la popolazione interessata, quella della zona dei laghi, si è subito preoccupata, mettendo in moto anche lì quel processo di informazione e mobilitazione, con alla testa amministratori locali, che promette di riprodurre la stessa situazione di conflitto che c’è in Val Lagarina. Anche il PD trentino, dopo aver preso la botta in ordine sparso, sta tentando di organizzarsi, mettendo in campo un ragionamento con il partito nazionale, per quanto senza effetti fino ad ora. Sapendo bene che dover trangugiare anche la Valdastico sarebbe una eclatante prova di inutilità, e non potrebbe portare che ad una emorragia elettorale.
E così siamo arrivati al momento in cui stiamo scrivendo, alla fine dell’estate più calda della Valdastico. La situazione sembra compromessa data la tenaglia del PD nazionale renziano da una parte e del presidente “autonomista” dall’altra. Ma la lunga storia della opposizione trentina all’autostrada più inutile d’Italia (come ebbe a chiamarla l’Espresso) ha visto molti alti e bassi, che fino ad ora l’hanno tenuta lontana dai confini provinciali. In gioco – evidentemente – c’è proprio il modello di sviluppo, l’identità economico-sociale-ambientale del Trentino. Ed è curioso che ad aprire al modello veneto – quello che ha visto ben 4 presidenti incriminati per corruzione (si veda al riguardo il libro di Renzo Mazzaro “Veneto anno zero”, Laterza 2015) - sia un presidente pattino, che ha dietro gli Schűtzen dal piumino all’austriaca sul cappello, mentre invece il Tirolo austriaco sceglie dal 2016 di sfoltire i TIR dall’autostrada tramite i divieti settoriali

Il bluff della cancellazione della Valbrenta
Rossi ha presentato la sospensione del progetto per la nuova superstrada a pedaggio della Valbrenta - la “Nuova Valsugana”, da costruire in project financing - da parte della regione Veneto di Zaia, come una vittoria delle sue pressioni contro un’opera che avrebbe portato nuovi transiti anche sulla Valsugana trentina (che ne è la continuazione). In cambio di questo, oltre che della bretella su Caldonazzo e Levico, lui – Rossi – sarebbe intenzionato a concedere il passaggio attraverso il territorio trentino alla Valdastico. Nell’ottica del: non si può dir di no a tutto, concediamo il passaggio della Valdastico purché non facciano la Valbrenta. In questo gioco delle parti Rossi e Zaia si supportano vicendevolmente: il primo fa la figura dell’eroico affossatore della Valbrenta, il secondo quello che la spunta con Trento sulla annosa questione della Valdastico. Ma varie questioncelle non tornano in questo scenario.
Un campanello d’allarme, per questa interpretazione, avrebbero dovuto essere già alcune (molte) voci critiche che si erano levate contro la Valbrenta nelle zone in cui avrebbe dovuto passare. Vediamone alcune. Partiamo dall’opinione espressa dal sindaco di Bassano Riccardo Poletto pochi mesi fa, nel marzo 2015: “Nel progetto della nuova Valsugana sembra che a prevalere siano gli interessi privati, in uno squilibrio patologico... La preoccupazione deriva dalle consapevolezze a cui siamo giunti nel corso di molti incontri sul tema. Un incontro, che ha visto presenti quasi tutti i sindaci della zona, si era tenuto nel gennaio 2015 a Carpané, ed è stato raccontato da Bassanonet mettendo in risalto la generale posizione critica sull’opera: “In linea di principio è una posizione che trova concordi tutti i sindaci della Valbrenta, nessuno dei quali ritiene accettabile una superstrada in project tarata dai proponenti sull’impossibile previsione di 40mila veicoli in transito al giorno. Queste critiche nonostante la viabilità della zona sia molto in sofferenza, attraversando i paesi nel modo peggiore, e spesso i sindaci se ne sono lamentati, negli anni. Ma – ha sottolineato coloritamente il sindaco di Cismon Ferazzoli - “avevamo chiesto un bicchiere d’acqua, e ci è stata data un’alluvione. Per questo - conclude Bassanonet - “i Comuni esprimeranno il loro parere sulle criticità dell’opera, affiancato dal parere negativo della Commissione Territorio e Ambiente dell’Unione Montana... ma per bocciare la superstrada a pagamento serve che la Regione Veneto, nel recepire le osservazioni dei sindaci, annulli la delibera che ne dichiara la pubblica utilità. La pubblica utilità per la superstrada della Valbrenta era stata decretata nel 2011 dall’allora assessore regionale veneto Chisso, superassessore già dell’epoca Galan, poi passato con lo stesso ruolo nella successiva giunta di Zaia, ma finito lo scorso anno in prigione per essere stato un pilastro del sistema di corruzione sistematica nato intorno al MOSE all’epoca di Galan (dei 5 miliardi avuti negli anni in dotazione dal MOSE, gli inquirenti hanno scoperto che uno – il 20% - era finito direttamente in tangenti), ma poi da lì diramatosi anche in altre direzioni dell’amministrazione del Veneto.
Il project per la superstrada a pedaggio della Valbrenta (progettazione, realizzazione e gestione) se lo era aggiudicato (ma mancava ancora la stipula della convenzione) una associazione di imprese che vedeva alla guida la Mantovani presieduta da Piergiorgio Baita, uno degli imprenditori chiave della “cupola” del MOSE, arrestato quando è emerso il sistema corruttivo che c’era intorno. Baita ha raccontato agli inquirenti di aver profumatamente pagato l’assessore Chisso, e – per restare al nostro argomento – anche giudici del TAR e del Consiglio di Stato per respingere ricorsi sulla Nuova Valsugana. Direi che ce n’era abbastanza perché a Zaia la patata bollente scottasse fra le mani anche senza i ruggiti di Rossi. Sono infatti tempi duri per i project financing, soprattutto quelli stradali, come dimostra in modo esemplare il caso della BreBeMi. Una seconda autostrada fra Brescia, Bergamo e Milano, parallela alla vecchia A4, affiancata nell’intenzione di spartirsi il traffico. Inaugurata da Renzi un anno fa con l’enfasi della “prima autostrada costruita coi soldi dei privati, secondo le previsioni doveva costare 800 milioni (per 62 km in pianura) ma invece è costata quasi due miliardi e mezzo, e alla fine del primo anno era in rosso per 35,4 milioni. Il fatto è che erano stati previsti – solo per andare in pari – almeno 40.000 transiti nei primi 6 mesi, 60.000 dal 2015. E invece ad oggi la punta (cioè il massimo, non la media) è stata di 38.000 accessi. La BreBeMi a quel punto ha minacciato il recesso dalla convenzione con la richiesta di rimborso dallo Stato di oltre 2 miliardi, e ha ottenuto dal CIPE contributi per 320 milioni: 260 dallo Stato, 60 dalla Regione Lombardia, più una proroga della concessione fino a 25 anni e 1⁄2, e la previsione del subentro da parte dello Stato alla scadenza della concessione, al costo (per lo Stato) di oltre un miliardo.
Per tornare al nostro argomento - la superstrada della Valbrenta - c’aveva azzeccato l’allora vicesindaco di Pove, Paolo Edgardo Gobbato, che già nel febbraio 2012 aveva dichiarato a La Domenica di Vicenza: “Mi sono domandato perché una società debba investire in un progetto che, secondo l’ultima presentazione, non è finanziariamente sostenibile ... Il pedaggio dell’arteria, con l’esenzione (forse) dal pagamento di una importante fetta di residenti, ed in mancanza di un’adeguata continuità verso Trento, dovrebbe essere così elevato da scoraggiare chiunque a percorrerla e tantomeno di investirci capitali per la sua realizzazione... Quindi il progetto della Valsugana altro non sarebbe se non lo strumento di pressione sui trentini per convincerli a mollare sulla Valdastico Nord.
Pare che l’espediente abbia ottenuto l’effetto voluto.

La bufala del traffico di attraversamento
di Emanuele Curzel
Uno studi dell’Università di Trento ristabilisce la verità: la Valsugana non è attraversata da traffico spostabile sulla PiRuBi
Da ormai vent’anni si sente dire che la costruzione dell’A31 farà diminuire il traffico sulla Statale della Valsugana, in quanto verrà a togliere il traffico pesante che la attraversa, proveniente da est e diretto al Brennero. Ma questo luogo comune – ripetuto sui giornali, nei discorsi di politici e amministratori, nelle chiacchiere di paese – non corrisponde alla verità. Tutti gli studi sui flussi di traffico finora realizzati parlano di impatti minimi, poche migliaia di veicoli su un’arteria che (nel suo tratto più trafficato) ne porta quotidianamente quasi 50.000.
Questo è un dato di fatto spesso distorto o negato da tutti coloro che, per diversi motivi, hanno sostenuto e sostengono la nuova autostrada e cercano di costruire in Valsugana un’opinione pubblica favorevole all’A31.
Lo studio commissionato nel 2013 dalla Comunità di Valle Valsugana e Tesino all’Università di Trento chiude però il discorso: il traffico di attraversamento presente in Valsugana non può essere superiore agli 8.250 veicoli equivalenti (4.500 leggeri, 1.500 pesanti) che transitano sulla SS 47 all’altezza di Borgo (il punto di minor traffico).
Dentro quegli 8.250 veicoli – vale la pena sottolinearlo – sta anche tutto il traffico diretto verso Borgo, la sua zona industriale, le altre località limitrofe, e quello da esse generato. Insomma, il traffico di puro attraversamento è dunque solo una frazione di 8.250 (nemmeno tanto significativa, a giudicare dalla curva giornaliera, dove si evidenzia che il traffico, nelle ore notturne – quando dovrebbe transitare il traffico internazionale - è quasi nullo). E solo una frazione di quella frazione potrà essere deviato sulla nuova autostrada.
Chi vuole costruire l’A31 facendola uscire in valle dell’Adige  non può dunque dire di farlo a vantaggio della Valsugana. Un’uscita intermedia, con relativo casello, presso Caldonazzo, porterebbe invece altro traffico e altro inquinamento a tutta la Valsugana centro-orientale.


I “divieti settoriali” dell’Austria, e le dichiarazioni di Gilmozzi
Secondo il Rapporto 2014 dell’Agenzia provinciale per l’Ambiente di Bolzano sulla qualità dell’aria, le concentrazioni annuali delle emissioni di biossido di azoto lungo l’asse del Brennero - prodotte dal traffico su gomma - sono abbondantemente superiori al limite di 40 μg/m3 stabilito dalle norme europee, recepite anche in Italia. Dietro questi dati c’è ovviamente un problema di salute pubblica, perché i limiti di ammissibilità per il biossido di azoto vengono introdotti per la sua nocività. Questa grave situazione d’inquinamento ha mosso l’Europa ad avviare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Da parte sua il Tirolo austriaco ha già annunciato che correrà ai ripari nel 2016 introducendo una serie di divieti settoriali, cioè vieterà di attraversare il proprio tratto autostradale - quindi dal Brennero verso l’Austria - ad automezzi che trasporteranno determinati settori merceologici (materiali pietrosi e terrosi, rifiuti, tronchi, automezzi, minerali ferrosi, marmo, piastrelle ecc.).
A fine luglio si è tenuto a Bolzano un vertice fra Tirolo austriaco e province di Bolzano e Trento per valutare gli effetti dell’introduzione in Austria di questi divieti settoriali, e discutere come è possibile armonizzare queste norme con quelle in vigore nelle confinanti province italiane. Era presente per Trento l’assessore Gilmozzi, che ha auspicato “il dialogo tra le parti per poter lavorare in modo strutturato e trovare un equilibrio fra le richieste e le limitazioni... l’iniziativa del Tirolo del divieto settoriale di transito è un primo impulso in questa direzione... è necessario individuare con le regioni vicine e con il mondo dell’economia misure per una mobilità sostenibile” (L’Adige, 1.8.’15).
Pochi giorni prima, il 27 giugno, aveva dichiarato allo stesso giornale che la nuova autostrada della Valdastico sarebbe “utile per la Valsugana e per Trento”. C’è una palese contraddizione fra queste due diverse posizioni. Apprezzare i divieti settoriali austriaci significa apprezzare modalità introdotte per eliminare parte del traffico, spostandolo obbligatoriamente su rotaia (e fare quindi diminuire l’inquinamento). Sponsorizzare l’apertura di una nuova autostrada diretta sull’asse del Brennero significa l’opposto, portare altro traffico, e, aggirando il filtro modale (per il trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia) veronese del Quadrante Europa, boicottare la ferrovia.

Lettera del sen. Giorgio Tonini (PD) al Comitato contro la Valdastico della Valsugana
Ho incontrato il ministro Delrio qualche giorno fa,a margine del coordinamento cui ha partecipato anche il presidente della Giunta provinciale Ugo Rossi; gli ho consegnato l’appello e le firme raccolte nel corso della serata di Caldonazzo dello scorso 17 agosto e ho discusso con lui delle prospettive circa l’eventualità della progettazione e della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord.
Il ministro ha ricordato come la situazione attuale nasca dal fatto che l’allora governo Berlusconi aveva inserito l’A31 Valdastico Nord nelle infrastrutture strategiche (“Legge obiettivo”). L’attuale governo non può che prendere atto di quella decisione, che se venisse ora disattesa permetterebbe alle controparti interessate (la Regione Veneto e l’A4) di chiedere i danni. E il governo attuale non intende pagare per non far fare l’A31. È dunque costretto ad assecondare l’iniziativa dei proponenti. Quando si parla di spinte dell’attuale governo nazionale sulla PAT per giungere a una definizione del progetto si parla di questo.
Il governo attuale non ha però alcuna intenzione di finanziare l’A31, che riconosce come opera non coerente con l’attuale politica dei trasporti e con i grandi investimenti strategici nel settore ferroviario (per favorire il quale è riuscito ad ottenere anche ulteriori finanziamenti dall’UE). Dunque intende lasciare alla regione Veneto e all’imprenditore privato tutto l’onere di tale costruzione.
Il governo non può dunque costringere l’A4 ad abbandonare il progetto dell’A31 e non può fare in modo che la concessione del tratto Brescia-Padova sia rinnovata in cambio di un investimento nel settore ferroviario (come è stato fatto invece con l’A22).
È però noto che la Valdastico costa troppo per potersi autofinanziare: dunque il sostegno della finanza pubblica sarebbe indispensabile. Se la costruzione dell’A31 non verrà in alcun modo sostenuta dall’attuale Governo – cosa che Delrio ha garantito – è ragionevole sperare che saranno gli stessi soggetti che ora dicono di volere l’A31 (Regione Veneto e A4) ad abbandonare quel progetto in favore del potenziamento della ferrovia.
Roma, 3 settembre 2015
Giorgio Tonini


giovedì 6 agosto 2015

Project Financing al capolinea?





Zaia prende in mano i Project Financing e decide di operare una svolta. PF adieu?
BENISSIMO!
Esultiamo, noi utenti che abbiamo sempre visto il nebuloso in questa pratica ormai radicata nella gestione delle opere italiane.
Ma....
La minoranza si oppone: "Lo faccia senza di noi".
A questo punto ci chiediamo: Perchè???
Perchè come viene detto in una nota pubblicità: C'E' SEMPRE QUALCOSA DIETRO.
Questa la sintesi: 
Il tentativo che sta facendo Zaia è quello di:
- riconoscere che il modello folle di progettare le strade ideato da Galan è arrivato al capolinea.
- cercare di tenere in piedi le ultime infrastrutture che gli interessano: Pedemontana e A31
- ricompensare in qualche modo le imprese che speravano di costruire una strada importante e così di incassare i soldi.
Ora la strada non si fa più, ma le imprese verranno "rimborsate". Con la scusa che il progetto è stato approvato dalla Regione, questo ha creato dei "diritti" e ora le imprese coinvolte chiederanno un "equo compenso". Per questo Zaia, prevede di fare addirittura mutui per pagare queste imprese che dovrebbero essere cacciate a calci nel sedere. Zanoni è contrario.

Ci viene incontro un interessantissimo post del giornalista Marco Milioni, da sempre impegnato in articoli graffianti e di denuncia verso il sistema delle Grandi Opere.

Qui sotto il link.
Buona lettura!

Marco_Milioni: Il Galan che è in Zaia_082015








lunedì 20 luglio 2015

COMUNICATO STAMPA

Nasce il Coordinamento trentino-veneto
contro l’autostrada A31 Valdastico Nord

 

19 luglio 2015


Venerdì 17 luglio si sono incontrate, a Besenello, una quarantina di persone tra amministratori e membri di comitati territoriali provenienti dalla Vallagarina, da Aldeno, da Trento, dalla Valsugana e dalla provincia di Vicenza.
Hanno convenuto che è necessario e urgente contrastare la nuova spinta di carattere economico, politico e mediatico che vorrebbe far aprire i cantieri della Valdastico Nord, un tratto facente parte di un’autostrada che già più di quarant’anni fa era stata giudicata “la più inutile d’Italia”.
Quei nuovi quaranta chilometri (la maggior parte dei quali in galleria) forse sarebbero vantaggiosi per qualcuno, ma certo richiederebbero uno sforzo economico e tecnologico contrario alle politiche di riduzione del traffico automobilistico e del trasferimento dei trasporti su rotaia; aumenterebbero l’inquinamento e le emissioni di gas serra; devasterebbero alcune valli del Vicentino e del Trentino.
Si è deciso di distinguere due piani: da un lato si sta predisponendo una rete di collegamento tra gli amministratori, particolarmente utile nel momento in cui sembra che le istituzioni provinciali trentine stiano facendo (o siano costrette a fare) qualche passo verso un possibile assenso alla “grande opera”; dall’altro un coordinamento tra i comitati territoriali, che permetta di condividere dati e competenze e di pianificare iniziative comuni.
È nato quindi il Coordinamento trentino-veneto contro l’autostrada A31 Valdastico Nord, che a breve indicherà anche i propri portavoce e si doterà di un sito internet unificato.

Questo messaggio parte da più persone che erano presenti alla riunione e intende raggiungere la maggior diffusione possibile.

ECHI DALLA STAMPA:

L'Adige_18/07/15 

Trentino_Corriere_Alpi_19/07/15

Vvox_19/07/15

VicenzaPiù_19/07/15

mercoledì 15 luglio 2015

Giornale di Vicenza 14/07/15

Rossi: "No Valdastico Nord
ma niente potere di veto"

TRENTO. «La Provincia di Trento è sempre stata, resta oggi e sarà anche in futuro, se la maggioranza politica non cambierà, assolutamente contraria al completamento dell’autostrada della Valdastico». Lo ha detto il presidente della Giunta provinciale di Trento, Ugo Rossi, incontrando una delegazione dei comitati contro la Valdastico in Trentino che oggi hanno manifestato davanti al palazzo della Regione a Trento. «Sono contrario per due motivi: questo nuovo tratto di autostrada - ha detto Rossi - costituirebbe un collegamento veloce utile forse al Veneto ma dannoso e insostenibile per il Trentino, considerato il carico che comporterebbe al nostro; in secondo luogo perchè gli investimenti della Provincia sulla ferrovia ai fini del trasporto merci continueranno». Sul piano delle normative, il presidente Rossi ha ricordato che con una legge approvata nel 2008 la Provincia di Trento ha previsto non un’autostrada ma la possibilità di realizzare un corridoio di collegamento con il Veneto nella zona est del Trentino. Le norme dicono inoltre che perchè lo Stato possa portare avanti un progetto di nuova autostrada occorre un’intesa con la Provincia. «Intesa - ha puntualizzato Rossi - che vuol dire che se non vi può essere da parte nostra un potere di veto, non possono neanche essere scavalcate le ragioni di una Provincia che a quest’opera si oppone. Ecco perchè serve un Tavolo di confronto dove le ragioni del sì e del no si confrontino apertamente». «In sintesi - ha concluso Rossi - la Giunta provinciale è politicamente contraria alla Valdastico, ma non si aggrapperà alle norme per porre il veto, perchè portare all’eccesso le regole permetterebbe paradossalmente al governo di scavalcarci». Per questo occorre mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili. Insomma, se siamo sfavorevoli alla Pirubi dobbiamo verificare anche eventuali nuove proposte di tracciato evidenziando le problematiche derivanti di un nuovo sbocco della galleria a Trento«.
PROTESTA. Una manifestazione contro il progetto dell’autostrada Valdastico nord si è tenuta infatti questa mattina davanti al palazzo della Regione, a Trento, su iniziativa di sei comitati. Un centinaio i manifestanti provenienti da Caldonazzo, Besenello, Rovereto, dall’Alto Vicentino e da Valstagna (Vicenza). Muniti da cartelli e striscioni hanno protestato affermando che «non è stata dimostrata l’utilità di questa autostrada e non sono stati comunicati i benefici per il Trentino». A loro giudizio si tratterebbe solo di un corridoio di transito delle merci «che invece dovrebbero andare su rotaia come sempre affermato dalla Provincia di Trento». I manifestanti hanno poi sottolineato i costi a loro giudizio eccessivi, che dovrebbero ammontare a circa 2 miliardi di euro. Una delegazione formata da 10 rappresentanti dei comitati ha chiesto di essere ricevuta dal presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti. Per venerdì 17 luglio è stata convocata nella biblioteca di Besenello un’assemblea per arrivare ad un coordinamento unico di tutti comitati contro la Valdastico.


martedì 14 luglio 2015

Primi riscontri sulla manifestazione di stamattina presso la Provincia di Trento

Corriere Trentino - Protesta in consiglio provinciale contro la Valdastico nord

Manifestazione dei cittadini dell'Alta Valsugana e della Vigolana contro il collegamento stradale


TRENTO. Sono circa 80 i manifestanti contro la realizzazione della Valdastico nord che questa mattina si sono presentati a Trento, in occasione del consiglio provinciale convocato in piazza Dante. Si tratta di cittadini provenienti dalla Valdastico, da Centa, Vigolo Vattaro e da altre zone dell'Alta Valsugana e della Vigolana intenzionati ad esprimere la contrarietà all'opera stradale, dopo che la Provincia di Trento ha accettato di aprire un confronto sull'opportunità (e sulle condizioni) di realizzare l'opera. I manifestanti hanno chiesto un incontro con le istituzioni provinciali e a breve dovrebbero avere un colloquio con il presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti e con il presidente della giunta Ugo Rossi.

Link_CorriereTrentino_14/07/15
 

L'Adige - Rossi incontra i No Valdastico
«Ribadisco il no, ma parliamo»

Una manifestazione contro il progetto dell'autostrada Valdastico nord si è tenuta questa mattina davanti al palazzo della Regione, a Trento, su iniziativa di sei comitati. Un centinaio i manifestanti provenienti da Caldonazzo, Besenello, Rovereto, dall'Alto Vicentino e da Valstagna (Vicenza). Muniti da cartelli e striscioni hanno protestato affermando che "non è stata dimostrata l'utilità di questa autostrada e non sono stati comunicati i benefici per il Trentino". A loro giudizio si tratterebbe solo di un corridoio di transito delle merci "che invece dovrebbero andare su rotaia come sempre affermato dalla Provincia di Trento". I manifestanti hanno poi sottolineato i costi a loro giudizio eccessivi, che dovrebbero ammontare a circa 2 miliardi di euro. Una delegazione formata da 10 rappresentanti dei comitati ha chiesto di essere ricevuta dal presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti. Per venerdì 17 luglio è stata convocata nella biblioteca di Besenello un'assemblea per arrivare ad un coordinamento unico di tutti comitati contro la Valdastico.
L'INCONTRO CON ROSSI
Poco dopo le 13 i manifestanti hanno incontrato Ugo Rossi e Bruno Dorigatti per avere delle garanzie. Rossi ha ribadito il no della Provincia alla Valdastico, ma ha anche aggiunto di non potersi sottrarre alle regole del gioco politico, e quindi incontrerà Governo e Regione Veneto per valutare le proposte.

Link_L'Adige_14/07/15

A questa manifestazione hanno partecipato anche alcuni rappresentanti del Comitato No Valdastico Nord perchè mai come in questo momento è necessario unire le forze e far sentire la nostra voce. Non devono esistere confini, non deve esistere invidia per un'autonomia che il Veneto non ha, devono esistere solo il buonsenso, la difesa del bene comune e la voglia di denunciare un procedimento che ha molte zone d'ombra. 

Chi ci governa non vuole sentire le nostre ragioni: la Valdastico fa acqua da tutte le parti.

Non sono i cittadini che la chiedono, ma solo le lobby che sempre più maldestramente riescono a nascondere i veri motivi per i quali la Valdastico Nord deve essere fatta.

La Valdastico Nord non è più un'arteria che serve al territorio, al rilancio dell'economia perchè contrasta con le direttive europee (sposate anche dal Trentino): merce su rotaia.

La Valdastico Nord non decongestionerebbe il traffico perchè, da una parte o dall'altra, sarebbe comunque dirottato in un territorio trentino che già sta soffocando di strade e autostrade.

La verità è che la Valdastico Nord non serve a noi comuni cittadini.

La Valdastico Nord è divenuta meramente una QUESTIONE GIURIDICA E POLITICA!

A questi politici, a chi sguazza negli interessi, a questi personaggi capaci di "stare a parlare" per altri 40 anni, noi diciamo:

BASTA VALDASTICO NORD!

Siamo stanchi di avere questa spada di Damocle che pende sulle nostre teste da 40 anni...Mettiamo nero su bianco una volta per tutte. Vogliamo che questo capitolo si chiuda per sempre senza lasciare col fiato sospeso il futuro dei nostri paesi e dei nostri figli!

Hanno cominciato 80 persone. Confidiamo che il numero di chi decide di protestare salga esponenzialmente in questi giorni ricchi di eventi e appuntamenti cruciali.

Attendiamo dalla viva voce di chi ha partecipato stamattina alla manifestazione un commento.

 


Un reportage che si commenta da sè....Valdastico Nord come la Bre.Be.Mi.?

video




Si di Trento alla Valdastico Nord: RICATTO??? Vvox 01/07/15



Sposa la nostra tesi questo articolo apparso su Vvox. Il cambio di rotta della Provincia di Trento, per 40 anni sempre contraria al proseguimento della Valdastico Nord, non è giustificabile se non pensando che sotto ci siano degli intrecci di questioni che sfiorano il ricatto.
E questa situazione non andrebbe assecondata, semmai DENUNCIATA!!!
Siamo davanti ad uno SCANDALO! Uno tra i tanti scandali italioti che dovrebbero finire...
 
Valdastico Nord, spunta ipotesi "ricatto"

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Enrico Cappelletti, senatore Movimento 5 Stelle da VicenzaPiù

Il clamoroso voltafaccia del Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi segue, a stretto giro, l’impegno del Governo a rinnovare la concessione dell’Autobrennero. E’ dunque verosimile che sia avvenuto uno scambio. Cioé, é verosimile che il rinnovo dell’A22 sia subordinato all’accettazione della Valdastico Nord, da parte della Provincia di Trento.
La questione non é secondaria, perché questo modo di fare si chiamerebbe “ricatto”. Peraltro perpetuato a svantaggio della comunità di Trento ma anche e soprattutto dell’ambiente, degli automobilisti e dei contribuenti del Veneto.
Il rinnovo senza gara della concessione dell’A4 Padova-Brescia, come peraltro dell’Autobrennero, avviene a tutto vantaggio dei concessionari, che ricordo per la A4 Holding essere addirittura al 67,77% partecipati da privati.
I concessionari non dovranno dunque confrontarsi con altri “aspiranti” al ruolo. Quindi, ragionevolmente in ultima istanza, non dovranno rinunciare ad una fetta cospicua dei propri guadagni, che in un paese “normale” sarebbero dovuti andare invece nelle tasche dei cittadini, o quantomeno nelle casse dello Stato.
L’auspicio è che non vengano chiamati a costruire quest’opera quegli stessi soggetti indagati per disastro ambientale. Mi riferisco ai presunti responsabili degli interramenti di scarti industriali tossico-nocivi sotto il manto stradale della Valdastico Sud. Se sbagliare è umano, qui ci troveremmo di fronte ad un fare diabolico.
E purtroppo ci siamo ormai abituati a vedere che al peggio, non c’é mai limite.



Link_Vvox_01/07/15






venerdì 10 luglio 2015

Tosi esulta in Veneto, ma in Trentino si stanno coalizzando i Comitati No Valdastico....e ci chiamano alle armi!

Di seguito la rassegna stampa di questi ultimi giorni de L'Adige, testata che più di tutte ci fornisce veri e propri approfondimenti sulla situazione della Valdastico Nord.


Estratto:

"La discussione sulla autostrada Valdastico nord che dura esattamente da 47 anni - la prima ipotesi di tracciato della Pirubi (dalle iniziali di Piccoli, Rumor e Bisaglia) è del 1968 - potrebbe infatti concludersi con un via libera nell’arco di due mesi e mezzo, questa è infatti la tempistica concordata fra lo Stato, la Provincia di Trento e la Regione Veneto, per la valutazione con un tavolo paritetico del tracciato concordato nell’intesa (45 giorni) e l’approvazione conclusiva da parte del Cipe (dopo 30 giorni)" - (ndr 47 anni di concessioni rinnovate, prorogate, regalate, multate e rinnovate ancora....scandaloso! Un sistema che deve finire!)

Costerà molto di più? Chi mette i soldi?
I soldi ci sono nel nostro piano finanziario. Non abbiamo ancora fatto il conto preciso, ma rispetto a quello che avevamo pianificato ci stiamo dentro. (ndr siamo sicuri o ci nascondiamo dietro a conteggi che non stanno in piedi per nulla?? Lo ha ammesso lo stesso Schneck a suo tempo. Vedi filmato al link La verità sulla Valdastico Nord - Schneck)

"Per quanto riguarda i costi, il presidente dell’autostrada Brescia-Padova, Flavio Tosi, ha già detto che le modifiche non dovrebbero modificare troppo il costo complessivo. Comunque appena riuscirà ad elaborare un nuovo progetto preliminare la società concessionaria dovrà presentare un nuovo piano economico finanziario.
Oggi la previsione di spesa del progetto Valdastico A31 nord è complessivamente di 1 miliardo 923 milioni di euro. Di questi, 891 milioni per il primo lotto e 1 miliardo 31 milioni per il secondo lotto, quello sul territorio trentino.
" (ndr E noi li aspettiamo al varco perchè il futuro progetto aggiungerà 20 km di autostrada+5 km di bretella difficilmente coperti da un conteggio teorico che, sappiamo bene, già oggi non sta in piedi per nulla. Se doveste avere dei dubbi, rivedere il filmato del punto precedente...)

Ci sentivamo abbandonati, ma per fortuna i Trentini non ci deludono..


Il fronte del no alla Valdastico in Valsugana cresce di ora in ora. Ieri mattina, lungo la provinciale, all'altezza della rotatoria all'ingresso di Caldonazzo è comparso uno striscione (arrivato in prestito da Besenello) davvero eloquente: No Valdastico Nord. Dopo la decisa presa di posizione del sindaco Giorgio Schmidt, l'altra sera è uscito allo scoperto anche il neo-costituito «Comitato No Valdastico a Caldonazzo» ..... "Il 21 settembre del 2010 il consiglio comunale di Caldonazzo aveva approvato una mozione in cui si legge come «lo sbocco dell'autostrada nella piana di Caldonazzo sarebbe assolutamente devastante per tutto il nostro territorio, per l'impatto paesaggistico con un deturpamento inimmaginabile dell'ambiente e del pregiato territorio agricolo; uno sbocco, inoltre, devastante per le politiche turistiche della Valsugana, improntate sulla fruizione open-air del territorio»."

Alla luce di questi ultimi eventi, siamo stati contattati dal neonato Comitato No Valdastico di Caldonazzo che, assieme a Besenello, roccaforte della lotta contro la Valdastico Nord, si sta organizzando per una mobilitazione di protesta collettiva e per studiare azioni concrete volte a testimoniare il rifiuto di un'opera che, a Besenello quanto a Caldonazzo, risulterebbe devastante, assurda e ingiustificabile.
Il primo appuntamento è per martedì 14 luglio a Trento, in occasione della prossima seduta del Consiglio Provinciale. I comitati scenderanno in piazza, ma sarà una manifestazione pacifica. Niente striscioni o cartelloni minatori, piuttosto una presenza "in massa" per far capire che la popolazione c'è, è viva e sorveglia (concesso indossare la maglietta dei comitati :-) )

Eventuali indicazioni precise verranno comunicate tramite pagina blog, FB, newsletter.

Un messaggio per tutti quelli che credono che questa autostrada sia uno scempio, non solo ambientale, ma anche intellettuale e morale:
UNIAMOCI AI TRENTINI E FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE! 
Sono mesi cruciali e ora più di sempre dobbiamo esserci, insieme.



venerdì 26 giugno 2015

CHI CE LA RACCONTA GIUSTA? RASSEGNA STAMPA

Chi ce la racconta giusta?? 
E' ciò che noi tutti pensiamo leggendo il tam tam mediatico di questi giorni.
La Valdastico Nord è cosa fatta?
A quanto dichiarato dal Presidente Zaia, sembrerebbe di si.

Ma analizziamo i fatti:

AltoVicentino OnLine : AltoVicentinoOnLine_24/06/15

Valdastico Nord. Arriva l’ok da Trento. Zaia: “L’autostrada si farà”

"Il tanto atteso ‘ok’ dalla Provincia di Trento è arrivato. La Valdastico Nord si farà. Avrà un costo non solo economico, ma fatto anche di compromessi, ma alla fine, i lavori del tanto atteso prolungamento autostradale della A31, che congiungerà Piovene Rocchette alla Regione Autonoma del Trentino Alto Adige, cominceranno."

 Sito Regione Veneto: Regione Veneto_24/06/15

Valdastico Nord, Presidente Zaia oggi alla riunine preparatoria del Cipe e domani a colloquio con Delrio e Provincia di Trento per avvio progettazione definitiva arteria

Nel Comunicato stampa si legge: 
"...il CIPE ha dato mandato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di richiedere alla Commissione europea di differire di 18 mesi il termine intermedio del 30 giugno 2015 per l’approvazione del progetto definitivo dell’intero collegamento autostradale A31 Valdastico nord al fine di mantenere la scadenza della concessione al 2026".
Eccolo qui!! il nostro amico CIPE interviene per salvare il salvabile. Ormai mancano 4 giorni (QUATTRO!) alla scadenza della proroga ottenuta nel 2013 ed ecco che si tira fuori il coniglio dal cappello mandando avanti il Ministero delle Infrastrutture a richiedere l'ennesima proroga della proroga della proroga della Concessione...SCANDALOSO! E per fortuna si accenna al "tenere conto del costo investimento"! Su di un progetto che già ora, economicamente parlando, fa acqua da tutte le parti...

Avevamo già perso le speranze, quando ecco che prontamente arriva la smentita trentina:






Valdastico, il Veneto prova a forzare
Ma Rossi smentisce il collega Zaia

 La Regione Veneto annuncia un accordo su A31. La Provincia dice no.
Estratto:
"Con straordinaria puntualità, ogni estate si riapre il dossier Valdastico. Ma stavolta la Provincia ha deciso di giocare d’anticipo. Chiudendo la porta, con un laconico comunicato, alle periodiche speculazioni, che spesso provengono dal Veneto, non senza qualche sponda trentina.

«Non c’è nessuna intesa da parte della Provincia autonoma di Trento per la realizzazione della Valdastico. Contrariamente ad alcune voci circolate oggi, la Provincia autonoma comunica di non avere espresso alcun pronunciamento a proposito, ricordando nel contempo che il proprio atteggiamento sul tema rimane quello assunto fin dal 2010, improntato cioè ad un principio di leale collaborazione all’interno delle procedure di legge». .....
Il governatore Rossi è caduto dalle nuvole e ha diffuso la nota di smentita.
Come è noto, la Provincia è forte di una pronuncia della Corte costituzionale che ha sancito l’impossibilità di realizzare il completamento a nord della A31 senza l’intesa del Trentino. "

Si smorzano quindi un pò i toni di vittoria dei giornali veneti che ieri, all'interno dello Scoop "SI Valdastico" non dimenticano di citare la sempre scettica posizione Trentina.


 Corriere del Veneto: Corriere del Veneto_25/06/15

Valdastico Nord, soluzione vicina
Veneto e Trento cercano l’intesa

Mauro Gilmozzi, assessore alle infrastrutture della Provincia di Trento: «Noi non siamo andati al pre Cipe e ad ora non ci è arrivata alcuna proposta. Non c’è alcuna intesa. La novità è che si apre un tavolo di confronto e si inizia a ragionare con il Veneto, si avvia una fase nuova. Noi non abbiamo un diritto di veto, ma certo porteremo le nostre ragioni, che privilegiano la ferrovia». Il solo fatto che ci si parli, dopo anni di muro contro muro è comunque una notizia o meglio, la notizia. Che ha pure rilevanti aspetti pratici, visto che permette al ministero di chiedere alla Commissione europea un differimento di 18 mesi del termine del 30 giugno 2015 per l’approvazione del progetto definitivo, così da ridare fiato alla Brescia-Padova

Interessantissimo questo passaggio. Sembra non ci sia intesa, ma solo un "tavolo di confronto". Probabilmente le due Regioni, dato che al momento hanno entrambe concessioni in scadenza, hanno trovato il modo per "salvare capra e cavoli". Ci parliamo, temporeggiamo quel tanto che basta per ottenere il rinnovo della concessione A22 nonchè l'ennesima proroga di 18 mesi per la A4 e via cosi.....


Avevamo riposto fiducia nella determinazione di Delrio. Pensavamo che il 30 giugno segnasse un giro di boa. La posa di una pietra sopra alla questione Valdastico, non per costruire, ma per affossare per sempre quella che anche quarant'anni fa era reputata "l'autostrada più inutile d'Italia". Invece tutte le riunioni "a tre" di questi giorni rappresentano probabilmente niente altro che un nuovo capitolo di questa triste storia che potrebbe avere come titolo:


LO SCANDALOSO AFFARE SPORCO DELLE CONCESSIONI!