La Val d'Astico, una delle più belle e verdi vallate vicentine, rischia di essere deturpata dalla realizzazione del tratto autostradale A31 Valdastico Nord. Quest'opera si caratterizza per un costo di realizzazione stimato in oltre DUE MILIARDI DI EURO (49 milioni di €/km) e flussi di traffico modesti, ma provocherebbe danni ambientali gravissimi e difficili da contenere. Viene proposta e sostenuta solo dalla società che gestisce la A4 Brescia-Padova, per interessi di rinnovo concessione. Interessi solo LORO!
In un ottica di progresso sostenibile e di alternative al trasporto su gomma, è doveroso dire NO ALLA VALDASTICO NORD!

giovedì 29 giugno 2017

SALVIAMO LA VAL D'ASTICO - NO A31 - Raccolta fondi su BuonaCausa.org

Da oggi, chi desidera dare un contributo alla lotta contro la A31 e alle iniziative della Comunità Salviamo la Val d'Astico può farlo tramite una donazione, anche piccola, ma importante.
1 EURO PUO' BASTARE! 
https://buonacausa.org/cause/salviamo-la-val-d-astico-no-a31

lunedì 19 giugno 2017

SIT-IN NOA31

SIETE TUTTE E TUTTI INVITATI A PARTECIPARE AL SIT-IN DI PROTESTA CONTRO LA DELIBERA PRO A31 DEL COMUNE DI COGOLLO, MARTEDI' 20 GIUGNO ORE 18.30, IN PIAZZA LIBERTA'. PARTECIPATE E DIFFONDETE !!!

venerdì 9 giugno 2017

venerdì 26 maggio 2017

QUANDO IL DITO INDICA LA LUNA




Apprendiamo dal GdV che il Sindaco di Valdastico ha sporto denuncia contro ignoti per le scritte contro la Valdastico Nord apparse sul ponte di Pedescala, motivando questa decisione con la rilevanza del danno, "economico e simbolico", che a causa di codeste scritte su un manufatto, ritenuto di valore storico, il Comune e la cittadinanza sarebbero chiamati a patire.

Solo incidentalmente rileviamo, in didascalia alla foto, che - forse per contiguità - anche al muro di sassi costruito nel 2012 è stata assegnata la qualifica di "storico".

Tutto sommato, infatti, quello che vogliamo ritenere un refuso giornalistico, e non certo una forzatura dettata dalla volontà di criminalizzare un movimento di opinione e lotta riducendolo ad un'accozzaglia di vandali imbrattamuri, ci invita a riflettere sul significato del valore storico attribuito agli oggetti inanimati.

Che sono, e non può essere altrimenti, preziosi in quanto testimoniano di un passato che attraverso di essi ci parli, ci racconti la storia, anzi le storie dei luoghi, delle persone, delle contraddizioni, delle lotte, delle cadute e delle rinascite. Che ci ricordi che siamo - noi che viviamo nel presente - il prodotto delle scelte virtuose o scellerate fatte nel passato, perchè questa consapevolezza ci sia di monito e ispirazione nel progettare il futuro di chi verrà.

Il ponte di Pedescala ne ha viste, e ne può raccontare, tante. E' nato per le necessità e grazie all'operosità di una comunità agricola, nella sua prima versione in ferro è stato fatto saltare durante la Grande Guerra, poi ricostruito nel 1922. Dal allora, è stato muto testimone di emigrazioni e ritorni, degli orrori della seconda guerra, della lenta e difficile rinascita morale e identitaria di una valle, del boom economico e della sua fine, del paziente lavoro quotidiano di chi oggi come ieri, vive nella e della valle, ricavandosi in essa e da essa il proprio habitat, reddito, futuro.

Questa comunità, queste persone, sono oggi poste di fronte all'imminenza dell'evento più decisivo e impattante mai accaduto alla Valle in migliaia di anni, che cambierà irreversibilmente la morfologia del territorio, la qualità dell'aria, l'idrografia della vallata.

Ne siamo convinti e lo ribadiamo, questa trasformazione non porterà nè sviluppo nè vita; guadagni per qualcuno e le briciole dalla tavola per alcuni, può darsi. Per la valle, una perdita irrimediabile in termini di salute, salubrità, cultura dei luoghi e del paesaggio, pratiche di sviluppo sostenibile, compatibile e rispettoso dell'ambiente naturale. Per tutti, un danno erariale di proporzioni bibliche.

Questa, certo, è un'opinione, la nostra, suffragata da decenni di studi, perizie, calcoli economici svolti da soggetti imparziali e non in conflitto di interessi rispetto alla realizzazione dell'opera, ma pur sempre un'opinione.

L'opinione che a questa comunità, a queste persone, non è mai stata chiesta da nessuno.
Perchè chi doveva garantire alla democrazia gli spazi per realizzarsi non lo ha fatto, preferendo alimentare quella cultura della testa bassa che spesso costituisce l'unica arma di difesa dei sudditi, ma che in questo caso, come nel caso della Pedemontana, dei rifiuti tossici sotto la Valdastico Sud, dei Pfas, del Mose, della Tav e di tutto l'elenco delle grandi male opere, non basterà a salvarli nè a tutelarli.

Quello che succede poi è prevedibile: il dissenso non si può addomesticare, prima o poi trova le sue strade e i suoi luoghi per esprimersi. E quando questo accade, quando la volontà popolare viene ignorata, manipolata e silenziata, inevitabilmente accadono delle scollature. Nelle relazioni, tra rappresentanti e rappresentati. Nel giudizio sulle azioni, tra ciò che è legale e ciò che è giusto.

Per questo motivo, noi Comunità Salviamo la Val d'Astico non prenderemo le distanze dal gesto di chi ha espresso il suo dissenso con una bomboletta su un muro; perchè di fronte a quello che riteniamo un grido di pericolo, di indignazione, di giusta ribellione all'imposizione, per quanto qualcuno se ne senta infastidito e questo ci dispiace, non ce la sentiamo di condannare il grido ignorando, come altri colpevolmente fanno, il pericolo.

26 maggio 2016

Comunità Salviamo la Valdastico

giovedì 4 maggio 2017

19-20-21 MAGGIO, tre appuntamenti per dire insieme NOA31!

venerdì 19 maggio: Cena per la VALLE· Bocciodromo - Cogollo del Cengio

 sabato 20 e domenica 21 maggio: Torneo di Beach Volley Astici vs A31· impianti sportivi Cogollo 


domenica 21 maggio: Festa di primavera - NOA31 · Casa Colere - Chiuppano



seguiteci sulla pagina FB Salviamo la Val d'Astico